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Redazionali

I veneti e la “macchinona”

La classica e più economica utilitaria? Nossignori: meglio la “macchinona”. Un mezzo per fare bella figura, prima ancora che un mezzo di trasporto. Non occorre che sia una supercar, riservata a poche tasche, basta che sia sufficientemente attrezzata per fare invidia al vicino di casa. Stiamo parlando della vettura ideale per il pubblico medio degli acquirenti di automobili nel Veneto. Che in quanto a spendere per una quattro ruote, a quanto pare, non si tirano indietro. Nella nostra regione le famiglie puntano infatti a spendere una cifra media di 24.700 euro nel momento in cui decidono di comprare un’auto nuova. Una cifra che colloca i veneti tra i più “spendaccioni” d’Italia in questo particolare settore. Per acquistare la macchina spendono più dei lombardi e la nostra regione è terza nella classifica italiana, con una cifra ben più elevata della media nazionale che si attesta a 22.800 euro.  A dirlo sono i dati dell’Osservatorio sulla ricerca dell’auto online del portale DriveK, leader nazionale per la scelta e la configurazione di veicoli nuovi in base alle esigenze dell’utente. L’indagine è stata svolta su un campione di duecentomila ricerche organiche che gli italiani hanno effettuato nel corso dei primi dieci mesi dell’anno (gennaio - ottobre 2017), tentando di trovare l’auto più giusta per i propri bisogni e per il proprio budget di spesa. 24.700 euro sono, chiaramente, una cifra che rende le famiglie venete libere di scegliere tra un ampio ventaglio di possibilità: con quella somma è possibile acquistare una citycar superaccessoriata o un monovolume, una berlina compatta oppure crossover in offerta. Interessante notare che il Veneto è una delle regioni in cui vi è una fortissima differenza di budget in base al sesso.  Se a guidare il processo di acquisto dell’auto nuova in famiglia è l’uomo, la somma media arriva a 26.000 euro. Mentre la media delle ricerche compiute dalle donne si ferma a 18.900 euro. Un divario di oltre 7.000 euro. che può essere interpretato ipotizzando che le donne siano più attente al budget di casa, o che abbiano un minore potere d’acquisto. Se il budget medio pone il Veneto sul...

GENNAIO: VOGLIA DI NOVITç

2018 … È il momento di rompere gli schemi! Sempre più attuale l’abbinamento ABITO ELEGANTE E GIACCA SPORTIVA  … anche la straordinaria Angelina Jolie, fresca di due nomination al Golden Globe, si è presentata a New York con un look da copiare: un piumino nero con cappuccio abbinato ad una gonna longuette in lana color antracite e stivali in pelle nera con tacco, perfetti gli accessori: occhiali aviator (sono i classici Ray Ban a goccia) e una maxi bag in pelle nera con dettagli in oro firmata Ferragamo. (Foto 1). Quindi pronte a tutto per la vostra settimana bianca … capi prettamente sportivi abbinati alla leggerezza della seta per qualche serata speciale! Un altro pezzo forte della stagione è il BODY, LA NUOVA MAGLIA di moda da indossare anche in  versione soiree. Testimone d’eccezione Laetizia Casta per Intimissimi, ha presentato un Evento tra danza e Moda a Parigi indossando un look molto essenziale composto da un Body  nero a dolce vita in cashmere, caldo evergreen da indossare in tantissimi modi, Laetizia ha preferito abbinarlo ad un pantalone in pelle con le dècolletèes rosse (oggi si usa chiamarle KILLER HEELS) capaci di dare un tocco sexy a tutti i look … importante il dettaglio del rossetto che deve essere rosso lacca come le scarpe! (Foto 2). Indiscutibile novità  per l’inverno la CALZA SCURA COPRENTE  CON I SANDALI IN VELLUTO, (foto 3) pellicciotti ecologici abbinati a camicette di seta, TOCCHI DORATI su accessori piccole borse o cinture (foto 4), CALZATURE COLORATE (foto 5) per arricchire look basici da giorno anche per l’ufficio… Grazie al successo ottenuto dalla Pagina Facebook Dina Mazzucato Schiller Fashion Stylist, ho aperto il mio BLOG personale DinaMazzucatoSchiller.com “Cosa metto sotto il cappello” che vi invito a visitare…scrivetemi! Sono a vostra disposizione per qualsiasi consiglio su vestibilità, tendenze e styling. Questo mese sarò presente a Castelfranco Veneto per un mini workshop dedicato al Portamento e Bon Ton in collaborazione con l’Associazione Due Mulini il 27 e 28 gennaio. Per informazioni e iscrizioni visitate la pagina FB: Due Mulini Associazione Promozione Sociale o chiamate Signora Lucia Vitality 3382601325....

L’Importanza della fisioterapia nella demenza senile

La nostra popolazione sta diventando sempre più anziana e  di conseguenza l`incidenza  delle malattie  neurodegenerative aumenta, fra queste la demenza risulta essere la principale causa di  mortalità. Innanzitutto occorre tener sempre conto della forte componente psicologica che questa patologia sviluppa sul paziente, il fisioterapista  deve  quindi cercare di far capire sia al paziente sia ai suoi familiari quanto sia importante il movimento del corpo e tutti i benefici che se ne possono trarre. A tal proposito la riabilitazione domiciliare risulta molto più efficace rispetto alla riabilitazione eseguita in altri ambienti, inoltre spesso un cambiamento di ambiente è associato ad una maggiore aggressività e confusione mentale nel paziente. La fisioterapia domiciliare è piu comoda e favorisce una maggiore collaborazione del paziente senza interferire nella routine quotidiana. La demenza non è una malattia specifica, bensì un termine generale che descrive una vasta gamma di sintomi associati al declino della memoria o di altre abilità come  il linguaggio, la percezione, i comportamenti e le capacità cognitive e la coordinazione motoria di movimenti volontari, diminuendo progressivamente la qualità di vita degli anziani affetti da tali disturbi. La demenza inizialmente si manifesta con la perdita della memoria a breve termine,che spesso si manifesta con piccoli gesti come il sapere dove si trovano le chiavi della casa, il pagare le bollette o il viaggiare in zone non vicine a casa. Molte forme di demenza sono progressive, con il progredire della malattia. I sintomi diventano sempre più marcati tanto da interferire con l`abilità dell`individuo di prendersi cura di se stesso e di svolgere le attività di vita quotidiana (ADL). In letteratura la prevalenza della demenza  aumenta con l`età: sopra i 65 anni si aggira attorno al 5-10%  e ad 85 anni è tra il 25-50%. Il morbo di Alzheimer rappresenta il tipo più comune di demenza primaria, seguito dalla demenza vascolare e dalla demenza a corpi di Lewy. Altri tipi di demenza detti anche secondari in quanto risultano a seguito di un incidente o una malattia fisica sono per esempio  la Sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrifica, deficit di vitamine del gruppo B, uso di anticolinergici e...

Vini & Formaggi: una coppia deliziosa

In Italia abbiamo qualcosa come 500 tipi diversi di formaggio. Ogni regione ha la propria lista di formaggi, tutti con una storia ed un gusto proprio, saldamente ancorati alla tradizione del territorio d’origine. Un patrimonio gustativo che mettiamo praticamente in tavola ogni giorno. I formaggi ci possono accompagnare per uno sfizioso aperitivo, per un fresco antipasto, aggiungono note sublimi di gusto ai nostri primi e secondi piatti, danno un tocco in più ai ripieni, oppure concludono la nostra cena con l’accompagnamento di mieli e marmellate particolari. Ma quale vino abbinare ai nostri formaggi? Una regola di carattere generale non esiste, si tratta molte volte di provare e sperimentare, comunque questi i miei consigli e le mie preferenze. Partiamo dal re dei formaggi italiani, il Parmigiano Reggiano che si abbina in modo divino con una Ribolla Spumante Extra-Dry di Toblar, scelta perfetta anche se accompagniamo il nostro Parmigiano Reggiano con miele. Un ottimo Grana Padano può essere abbinato ad un vino bianco di media struttura quale Rebula Superior ZGP 2013 Klet Brda. Rimanendo nel nostro territorio un Asiago di media stagionatura si abbinerà benissimo con vini rossi di medio corpo come Stajnbech Rosso IGT Venezia, da uve Cabernet Sauvignon e Refosco. I nostri grandi Pecorini andranno d’accordo in modo eccellente con i vini rossi importanti. Abbinerei un Pecorino Sardo con Cannonau di Sardegna il Muto Montespada, mentre il Pecorino Toscano con Rosso di Montalcino Banditella Col d’Orcia, per il Pecorino Romano la mia scelta andrebbe ad un Schioppettino di Toblar. Un altro protagonista della nostra tavola il Gorgonzola: quello dolce si sposa con Ramandolo di Toblar, mentre il piccante si abbina con la Barbera Chinata Circe Bersano. Il Formaggio di Fossa va d’accordo invece con il Barolo Ascheri. Mozzarella, crescenza e robiola cioè formaggi freschi si accompagnano a vini bianchi e rosati. Un’idea potrebbe essere lo Spumante Brut Rosè Radegonda di Terre di San Venanzio. Per i caprini la mia scelta va a vini bianchi con un leggero passaggio in legno come Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Podium di Garofoli. Spero anche questa volta di avervi incuriosito. Sono come sempre a vostra disposizione e vi ricordo che potete contattarmi per...

NON CI SI FERMA MAI

Fine anno, tempo di tirare le somme, di fare i conti con se stessi, di fissare nuovi obiettivi e di ricaricare le batterie, senza fermarsi mai. Il trail running non è uno sport che si improvvisa, e gli ultimi mesi dell’anno sono proprio quelli che daranno il “la” alla nuova stagione agonistica che sta per arrivare. Questo non è periodo per “grandi imprese”, almeno qui da noi e nelle nostre montagne. Le giornate corte, le temperature piuttosto basse ti costringono a diminuire il chilometraggio degli allenamenti, ma in ogni caso non ci si deve fermare. Le gambe devono continuare a “girare” altrimenti poi a gennaio è un bel casino. La corsa, soprattutto quella in montagna, è uno di quegli sport che necessitano di molto allenamento, ma una volta raggiunto lo stato di forma ottimale è davvero difficile mantenerlo, quindi scordatevi le lunghe pause. Ci sta un calo di prestazioni in questo periodo, ma il motto da ripetersi costantemente come fosse un Mantra deve sempre essere “NEVER GIVE UP”. Questo è indubbiamente periodo di programmazione. Alle gare importanti ci si iscrive ora o mai più. E quindi fai i conti con quello che hai combinato in questo 2017, per capire esattamente cosa vorresti fare nel 2018. Noi Trail Runner chiediamo a Babbo Natale i regaloni con un po’ di anticipo, ma mica arriva sempre “barba bianca”, a volte è anche questione di fortuna. Vi spiego. Io i conti con me stesso li avevo già fatti qualche mese fa, e gli obiettivi per un 2018 scoppiettante erano già fissati. Ovviamente vi sto parlando solo delle gare “che contano”, tutto il resto le consideriamo gare in funzione di...

Anno Nuovo… vita nuova

ìImparerai che il tempo non è qualcosa che può ritornare, pertanto devi coltivare il tuo giardino e decorare la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori” J.L.Borges Sta per INIZIARE un altro anno, chi di voi non ha già fatto qualche bilancio e si è lanciato a formulare buoni propositi per QUESTO 2018? Quanti desideri ancora da realizzare, proponimenti volti a migliorare la nostra forma fisica o mentale, fantasie sul viaggio che si vorrebbe fare proprio in quel mese dell’anno.. così ci diciamo “ce la farò, lo prometto!”. Cosa significa in realtà farsi questa promessa? Significa innanzitutto cambiare e, come ben sappiamo, se fosse così semplice cambiare scrivendo una lista di dieci buoni propositi e suddividerli nei diversi mesi, il gioco sarebbe fatto! Tutti saremmo così felici e soddisfatti. La riflessione che vogliamo proporre invece è proprio quella di pensare a ciò che vorremmo realizzare come ad un progetto, qualcosa che si articola attraverso dei piccoli passi e che diventano con il passare dei giorni e dei mesi un vero e proprio viaggio. Facciamo un esperimento. Provate a chiudere gli occhi, inspirate ed espirate lentamente e profondamente un paio di volte, immaginate ora di essere un viaggiatore seduto su un treno. State guardando fuori dal finestrino, vi troverete di fronte ad una serie di paesaggi, di stimoli visivi che voleranno via in pochissimi istanti ma qualcosa di essi attrarrà la vostra attenzione. Pensate al vostro macro obiettivo e osservate in voi stessi cosa accade. Sentite tensione o siete rilassati? Cosa vi viene in mente? Si intromettono dei pensieri disturbanti oppure il vostro desiderio è bello chiaro. Ecco, ora fate il primo passo per poterlo realizzare ma ponete attenzione a come vi sentite. Assaporate, come passeggeri del vostro treno, i piccoli stimoli che si fissano particolarmente nella vostra mente. Ascoltatevi ancora..e poi ancora. Ecco, avete già fatto molto per voi stessi, avete vissuto pienamente un istante, quell’istante che porta alla realizzazione del vostro desiderio o buon proposito. Quello che vogliamo dire è  che la cosa fondamentale è QUELLA DI LEGITTIMARSI AD ACCEDERE AD UNA DIMENSIONE DI DESIDERIO.Viviamo in un mondo...

Pratiche edilizie…facciamo un po’ di chiarezza!!

In Italia, da diversi anni, per effettuare particolari tipi di ristrutturazioni edilizie è necessario ottenere un permesso per costruire. Sebbene si tratti di operazioni praticamente all’ordine del giorno, non è così semplice districarsi tra le pratiche edilizie, essendo il nostro paese soffocato da una burocrazia molto complessa. Infatti spesso vengono adottate modifiche sulle modalità di presentazione delle pratiche, sia a livello nazionale che a quello locale. Le procedure sono diverse caso per caso, e questo demoralizza spesso il cittadino che a volte addirittura decide di rinunciare ad iniziare le opere. Facendo un po’ di chiarezza, è necessario affidarsi a tecnici esperti, che dovranno reperire le informazioni presso il Comune di appartenenza, avendo ognuno un proprio regolamento edilizio. Fino a poco tempo fa, il caos dovuto alle pratiche burocratiche regnava sovrano. Da circa un anno è stato introdotto un nuovo pacchetto di norme e soluzioni che hanno il compito di semplificare la richiesta dei permessi per le pratiche edilizie. Il Decreto Legge Madia nel 2016 ha modificato in un’ottica di maggiore semplicità la modulistica per evitare la produzione di innumerevoli documenti. Una novità importante è l’abolizione della CIL (Comunicazione di Inizio Lavori), che precedentemente era indispensabile per la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria (tinteggiature, rifacimento pavimentazioni, ripasso manto di copertura, ecc...

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AUGURI DI NATALE: MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Immagino, state sicuramente pensando in questo periodo ai regali di Natale . Un consiglio: lasciate la solita cravatta oppure il solito noioso pigiama e scegliete un modo diverso di essere “ natalizi “. Un modo però che sicuramente induce chi lo riceve ad allargare o consolidare il cerchio dei suoi amici e, se l’offerta dovesse piacere tanto, a guadagnarsi nuovi fan. È un messaggio nella bottiglia: si chiama vino e, la cosa più importante per optare per questo tipo di regalo, è che si tratta di un messaggio che tendenzialmente nessuno apre da solo. Il vino parla di condivisione, socialità (grande e festosa oppure anche molto intima , ma sempre parliamo di socialità ...

Gli enzimi… sottovalutati

Conoscete il ruolo fondamentale degli enzimi nel nostro corpo?   Lo sapevano già gli egizi ai tempi dei faraoni qual’è l’ importanza degli enzimi. Sono stati i primi, infatti, a produrre la birra e la bevevano a ogni pasto per aiutare il corpo nella digestione. Aiutano a scomporre il cibo in particelle più piccole fino alle tre sostanze fondamentali per far produrre energia al corpo e cioè aminoacidi, proteine, glucosio.   Ho letto un libro molto bello, anzi sono due libri che si sono susseguiti nelle mie letture a ruota perché uno tira l’ altro e la cosa bella è che entrambi gli autori dicono le stesse cose. Questo da cui traggo quello che vi scrivo è un libro di un medico giapponese che vive e pratica negli Stati Uniti ed è famoso per aver sviluppato la tecnica di chirurgia colonscopica. Si chiama Hiromi Shinya  e in questo libro descrive il ruolo fondamentale degli enzimi per il nostro benessere.   Lui dice che le proteine in eccesso nel corpo o di gli alimenti modificati geneticamente  che il corpo non riesce a smontare nei suoi nutrienti essenziali (gli aminoacidi) passano attraverso le pareti dell’intestino entrando nel circuito sanguigno e dal sistema immunitario vengono trattate come sostanzee estranee. Molte reazioni allergiche sono dovute a questo meccanismo. Avviene per mancanza di enzimi o enzimi specifici.   Vediamo cosa è un enzima: è un catalizzatore proteico fabbricato all’interno delle cellule di un organismo vivente. Ci sono 5mila tipi di enzimi nel nostro organismo tra quelli che sono prodotti dal corpo e quelli che provengono dall’alimentazione. Di quelli che sono prodotti dal corpo circa 3mila sono prodotti dai batteri dell’intestino.   L’uso abituale di alcool, tabacco, cibo contenente additivi, troppo cibo, l’uso di farmaci sono tutti fattori che consumano un numero enorme di enzimi. Altri fattori che portano all’esaurimento degli enzimi sono il cibo cattivo che produce tossine all’interno del colon, l’esposizione ai raggi ultravioletti e alle onde elettromagnetiche che producono radicali liberi, i quali richiedono la detossificazione da parte degli enzimi.   Insomma senza enzimi non si vive. Io cerco di bere birra cruda non pastorizzata ai pasti, un bicchiere è più che sufficiente e poi un...

Natale… tempo del dono

Tra poco è Natale, quale occasione migliore per riflettere sul significato del regalo? Esistono svariate categorie di consumatori, donatori, cacciatori di regali. “Oh..sono di fretta. Scegli tu”, “Guarda, ci ho pensato attentamente e ho trovato il regalo giusto! “ “A me non interessa né ricevere né fare regali..per carità. È solo consumismo!” “Quest’anno con la crisi solo pensierini, solo ai parenti, solo ai bambini”, fino ad arrivare all’affermazione del secolo: “ io ODIO fare i regali di Natale”. In quali esternazioni vi siete riconosciuti? Magari in nessuna di queste oppure le avete pronunciate tutte, senza esclusione di colpi, per non sentirvi in colpa. Spesso addirittura ci assale quel pensiero che si esprime nella frase “non possiamo presentarci a mani vuote! Eh no!”, innescando in alcuni casi un’accesa disquisizione filosofica tra partner sulla qualità dell’invito, il “avevo meglio da fare”, il budget da destinare al cadeau e le risorse umane da impiegare nell’acquisto del fatidico dono col quale omaggiare chi ci sta vicino. Succede sempre così: compleanni, matrimoni, cerimonie religiose di svariato genere, ospitalità e sì, addirittura Natale. Ma perchè? È come se ci assalisse un fastidioso senso di colpa e così il desiderio consapevole di donare si dissolve in una necessità di conformismo, di ricatto, di bisogno di fare bella figura, aspetti autocelebrativi e di ricerca di benevolenza.. Nel rito collettivo - soprattutto a Natale - che racchiude un messaggio di scambio tra chi dona e chi riceve in questi tempi il regalare appare piuttosto come un meccanismo automatico e vuoto, che ha bisogno di essere riscoperto nel suo significato originario e autentico.  È assodato che il dono funziona soprattutto come sistema di relazioni sociali che forma alleanze, solidarietà e comunità e “crea legami che uniscono le collettività” (Berking 1999; p. 35). Il dono così inteso va oltre le relazioni interpersonali fino a comprendere “tutte le relazioni dell”Io”. Il principio fondante di questa visione – l’intima e intricata relazione con la terra e la comunità – è regolato e affermato tramite doni (LaRoque 2001: 67; vedi anche Deloria 1999’ cap. 26).  Il dono autentico arriva quando mi permetto di esserci ed esprimere affetto sincero e riconoscimento dell’altro e della relazione...

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