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Redazionali

C’ƒ UN UCCELLINO A TERRA…COSA DEVO FARE?

Quale tipologia di volatili può capitare di trovare a terra? Nelle aree urbane le specie nelle quali è più facile imbattersi sono merli, rondoni, cornacchie, gazze, storni e rapaci, che possono essere adulti o nati da poco. Nello specifico possiamo trovare: • esemplari adulti feriti con lesioni evidenti, come ad esempio la mancanza di simmetria tra le ali, segno che una delle due ha subito un trauma, oppure una mancanza di penne; • esemplari appena nati (pulli) feriti che, come nel caso precedente, ad un primo esame presentano anomalie visibili; pulli sani. Tale distinzione non vale solo per una specie, il rondone. In questo caso infatti, che sia pullo o adulto, il rondone non è in grado di riprendere il volo autonomamente per un’incapacità fisica, quindi va raccolto e, dopo aver verificato che non presenti lesioni, accompagnato all’atto del volo per verificare se è in grado di librarsi nuovamente. Cosa fare se l’esemplare è ferito? Il volatile va portato immediatamente presso il centro specializzato nel recupero della fauna selvatica (CRAS o CRFS) più vicino (contattando la Polizia Provinciale) dove personale specializzato potrà fare una valutazione e presterà le prime cure. Come fare per capire se il volatile è effettivamente ancora un pullo? Dipende dalle specie. Nel caso in cui siano completamente implumi è evidente e se si trovano a terra dipende da una motivazione esterna, come ad esempio un forte vento o temporale, che ha fatto cadere il nido. Se invece si tratta di pulli nati da poco ma già ricoperti da penne, queste saranno molto corte e avranno ancora ben visibile alla base l’astuccio che le origina (vedi foto). In alcune specie è possibile individuare tratti molto caratteristici della giovane età, come ad esempio l’essere ricoperti da un piumino bianco per i rapaci, o l’avere un labbro esterno rispetto al becco di un colore diverso (ad esempio giallo nei merli, storni e cince) in modo che i genitori vedano con facilità il punto nel quale imbeccarli. Se il pullo sembra sano, come bisogna comportarsi? In primo luogo bisogna tenere presente che è assolutamente normale che alcuni pulli escano dal nido prima di essere fisiologicamente pronti per volare. Per qualche giorno restano a terra, spostandosi di qualche metro saltellando, e vengono alimentati dai genitori che, guidati dal loro...

RUNNING IS NOT ONLY ABOUT LEGS

Qualche settimana fa mi stavo guardando il documentario di National Geographic “Breaking2”, sostanzialmente il tentativo messo in piedi da Nike per tentare di abbattere il fatidico “muro” delle 2 ore nella distanza di 42,192 km della maratona. Di tutto il filmato c’è una frase che in particolar modo mi ha colpito, detta proprio da Eliud Kipchoge, l’unico dei tre atleti scelti ad aver sfiorato l’impresa: “Marathon is life. It’s not about the legs but it’s about the heart and mind.”  È esattamente quello che dico ad ogni persona quando mi chiede come faccio a correre così tanto, “you can do it only with your mind”. E questo lo capisci facilmente quando nella tua mente non gironzolano solo pensieri positivi, oppure semplicemente quando i problemi quotidiani legati a lavoro, famiglia, ecc ecc, si accavallano lasciando poca serenità necessaria per far muovere il tuo corpo leggero spinto dai buoni pensieri. Devo dar ragione al buon Samuele Bersani quando in “Giudizi Universali” canta “troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane … togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace”. A volte basterebbe davvero poco: stop “ragione”, su le scarpette da running e via, libero e felice vai, corri a perdifiato più che puoi… Purtroppo noi runners sappiamo benissimo che non è così. Una buona corsa la si può fare solo con una mente molto allenata, “solida”, dove riesci continuamente ad innestarci dentro pensieri positivi.  Ma a volte, ahimè, è “troppo cerebrale” appunto. Quindi, che fare? La risposta è semplicissima: “recovery time”, non solo per il fisico, ma anche per la mente. Sia chiaro, non sto parlando di “professionismo”, per loro il tempo ed il periodo di recupero va scelto accuratamente in base al calendario gare (e vale per tutti gli sport); per noi comuni mortali invece, quando capita, capita. Bisogna semplicemente rendersene conto e sapersi “ascoltare”. Quando siamo fisicamente acciaccati capiamo benissimo che è il caso di “prendere tempo”, lo stesso vale per la nostra mente, ogni tanto lasciamola “respirare”, fissiamo l’obiettivo a “bocce ferme” e riusciremo a ripartire con il “piede giusto”, magari con il buon pensiero lasciato sempre da Eliud Kipchoge nel documentario...

Parliamo di amore e…non solo

Bentrovati  nella nostra rubrica! Questo mese la nostra riflessione si orienta verso un tema molto delicato, nel quale ognuno di voi ha sicuramente investito migliaia di ore, lacrime, gioie e fazzoletti. Ebbene sì, parliamo proprio di quello: l’amore. Amore che in antichità era rappresentato come un angioletto alato, armato di arco e frecce, e temuto da tutti, persino dal padre degli dei, vista la portata del suo potere. Non c’è essere umano, in ogni epoca e terra, che non abbia, almeno per poco, provato questo delirante, emozionante, debilitante, entusiasmante...

Empatia, emozioni e nervo vago

QUANTO CONTA CAPIRE LE EMOZIONI DEI NOSTRI PAZIENTI? EMPATIA, EMOZIONI E NERVO VAGO… QUANTO CONTA CAPIRE LE EMOZIONI DEI NOSTRI PAZIENTI? A QUESTA DOMANDA OGNI TERAPISTA, SIA ESSO FISIOTERAPISTA, OSTEOPATA, MA ANCHE MEDICO, INFERMIERE, O APPARTENENTE A QUALSIASI PROFESSIONE DI CURA, OGNUNO HA PROVATO A TROVARE LA RISPOSTA. ORA ABBIAMO RISCOPERTO UNA RISPOSTA NELLE PAROLE EMPATIA, EMOZIONI E NERVO VAGO… Il riconoscimento delle espressioni altrui fa parte di una delle capacità che forniscono empatia ad un essere umano. Parleremo in un altro articolo di empatia, ma per ora concentriamoci in questo particolare aspetto della comunicazione non verbale. Comprendere le emozioni dei nostri pazienti QUESTA DOMANDA  Già Charles Darwin (1872/1965) nel suo testo “Le espressioni delle emozioni negli uomini e negli animali” aveva rilevato, seppure con conoscenze scientifiche non corrette al 100%, che le espressioni delle emozioni fossero collegate ad una duplice via che va dal cuore al cervello. Le sue teorie sono state riprese nei primi anni 2000 da Porges  attraverso la teoria delle influenze polivagali in cui egli discute del fatto che il nervo vago sia la chiave filogenetica che correla comportamento sociale ed emozionale. Da questo deriva l’analisi di due componenti vagali che si possono riassumere in una branca primitiva (The Dorsal Vagal Complex) legata ai comportamenti paralizzanti durante la paura ovvero legato ad esempio all’atteggiamento di molti animali quando si fingono morti, e un’altra branca più evoluta (The Ventral Vagal Complex) legata alla comunicazione sociale e a meccanismi di regolazione nell’auto-regolazione e auto-consolazione. La teoria delle influenze polivagali sostiene che queste influenze vagali siano direttamente collegati al rispondere e riconoscere delle informazioni sociali. Che cosa vuol dire in pratica? Che ad una alterazione del nervo vago posso avere un’alterazione della capacità di riconoscere le emozioni altrui ovvero di mettermi in sintonia  e in empatia con gli altri, tra le altre cose. Questo è stato confermato da un recentissimo articolo di Colzato LS e altri, verificando la capacità di riconoscimento delle emozioni variando la stimolazione del nervo vago utilizzando il Reading the Mind in the Eyes Test. Cosa da poco? Non direi proprio… Innanzitutto il riconoscimento delle emozioni è legato alla capacità di...

FEBBRAIO: PREPARIAMOCI alle TENDENZE COLORE PRIMAVERA!

Siamo quasi alla fine di questo inverno freddo e umido e, se apriamo il nostro armadio, ci lasciamo prendere dallo sconforto tra grigi, neri, blu, colori non colori già di per sé “tristi”. È giunto il momento di rinnovare e ricaricare spirito e corpo. La primavera in arrivo deve portare nuova vita, energia, grinta …anche con la scelta dei colori giusti da inserire nel nostro guardaroba. Via libera quindi ai colori allegri e sgargianti.  La tavolozza tendenze per la primavera 2018 prevede dodici colori moda tra i più amati e applauditi nelle passerelle di tutto il mondo da Milano, Parigi, New York, Londra. Colori per tutti i gusti: dalle tinte pastello per le più romantiche, come il rosa pesca, lilla, lavanda, ciliegia, giallo lime, rosso deciso, viola, verde brillante e poi, non dimentichiamo il grande ritorno di colori tipici degli anni 60 cioè il verde acqua e il little boy blue che è un azzurrino tendente al violetto. Inoltre la novità assoluta, un colore nuovo, tutto da scoprire: il Marrone Emperador, che è un perfetto mix tra castagna e cioccolato. Si tratta di un colore elegante, chic e super glamour soprattutto se abbinato al bianco burro oppure al beige o azzurro polvere: provate a giocare con i nuovi abbinamenti. Un colore decisamente forte e di grande fascino è il viola anche se a volte ingiustamente viene considerato un colore difficile da abbinare. Il viola simboleggia l’empatia, la capacità di identificarsi con il prossimo, favorisce la meditazione, creatività e spiritualità. Grande ritorno anche dei pantaloni a vita alta, la linea non importa, che siano pantaloni palazzo o denim o skinny o larghi e maschili; importante è sottolineare la femminilità della silhouette, anche con bellissime cinture a bustino strizza vita per enfatizzare la figura. Grazie al successo ottenuto dalla Pagina Facebook Dina Mazzucato Schiller Fashion Stylist, ho aperto il mio BLOG personale www.dinamazzucatoschiller.com “Cosa metto sotto il cappello” che vi invito a visitare… scrivetemi! Sono a vostra disposizione per qualsiasi consiglio su vestibilità, tendenze e styling....

Sommelier: un appassionante lavoro diVino

Sembra che la parola sommelier abbia origine dalläó»abitudine dei soldati della sussistenza delläó»esercito di Napoleone di legare , in francese äóì lier äóì le botti destinate ai generali su di un mulo da soma, in francese äóì somme äóì, da qui sommelier ! Cäó»í perí_ chi sostiene che i francesi attinsero il termine nelläó» Ottocento proprio dalläó»italiano äóì somigliere äóì, infatti cento anni prima il Duca di Savoia, aveva istituito la figura del äóì somigliere di bocca e di corte äóì che stando ai documenti delläó»epoca era un vero e proprio pubblico ufficiale incaricato di ricercare e valutare i vini, che poi sigillava con il timbro delläó»anello imponendo le insegne ducali, stabilendo inoltre la corretta maniera nel servirli con regole molto rigide. Comunque quello del sommelier í un mestiere molto pií_ antico. Nelläó» antica Grecia troviamo un Simposiarca, chiamato anche Coppiere Arcante, il quale era responsabile del Symposium, cioí il momento finale del banchetto quando gli uomini si riunivano per bere e discutere di arte, filosofia e politica. Con läó»Impero Romano ha un ruolo molto importante läó»Arbiter Bibendi o Pocillator, una persona estremamente fidata che aveva läó»incarico di preparare, prima delläó»inizio del banchetto, la migliore miscela di acqua e vino per gli ospiti. Veniva usato il vino albano, cioí bianco, a cui si aggiungeva zucchero; si procedeva quindi alla cottura e a discrezione del sommelier di epoca romana erano aggiunti miele e piante aromatiche e medicinali. íš dopo il III secolo d.C. che si inizia a bere il vino senza aggiunta di acqua e nascono i primi luoghi dove si vende vino. Bisogna fare passare ancora mille anni perchí© nei palazzi dei grandi signori ed anche nei conventi si trovi läó» antenato del sommelier qualcuno cioí che studia läó»arte di conoscere i diversi tipi di vini. In epoca rinascimentale troviamo il Buttigliere figura importantissima nelle corti nobili italiane che serviva il prezioso vino con un rigido cerimoniale ed inoltre aveva anche läó»importante ruolo di responsabile della salubritíæ delle bevande. Oggigiorno il lavoro di sommelier í un lavoro affascinante, fatto di un mix di conoscenze tecniche e commerciali. Una figura professionale altamente qualificata che richiede competenze...

Benvenuto 2018!

Sei appena arrivato e in tanti hanno giíæ grandi aspettative su di te. Si inizia sempre con tanti buoni propositi, belle promesse, nuovi obiettivi ma, nel bene e nel male, capiteríæ che a qualcuno di sicuro non piacerai. Questo í lo scotto da pagare per essere il nuovo anno. Ma non preoccuparti, nella moda questo non succede. Gli stilisti lavorano per noi molti mesi prima facendoci conoscere in anticipo le tendenze della stagione, cosíå possiamo scegliere cosa ci piacerebbe indossare e cosa non acquisteremo mai. Per la primavera-estate 2018 gli stilisti gridano äóìlibertíæäó: esprimersi liberamente seguendo le ispirazioni dettate in passerella assecondando la propria personalitíæ. Quindiäó_ dimentica le regole e stravolgi il tuo guardaroba. Punta sulle tinte forti, sui colori e sulle fantasie senza dimenticare le righe. Il clima frizzantino ti aiuteríæ a sbarazzarti dei colori invernali e dei capi pesanti. Ma la parola chiave della prossima stagione í äóìriesumareäó, riutilizzare i capi, delle stagioni passate, giíæ presenti nelläó»armadio proprio come hanno fatto i big della moda che si sono ispirati agli anni 80 e 90. Eh si, perchí© in veritíæ, per la prossima stagione non ci sono nuovi trend. Saríæ per mancanza di idee, saríæ che siamo in un momento sociale in cui il paese ha perso la propria identitíæ, i brand pií_ famosi come Fendi, Prada e Chanel si sono imbattuti in un remake delle collezioni passate pií_ vendute. Ma non preoccuparti, per noi fashioniste non í un problema, con i giusti abbinamenti saremmo cool comunque! Allora sei pronta? Carta e penna alla mano, appunta tutto quello che ti piace e che non potríæ mancare nel tuo guardaroba! Logomania: dai capi agli accessori scoppia - con la doppia F di Fendi e la tela obliqua di Christian Dior - la logo mania delle grandi maison ispirata agli anni 70. A righe e in trama floreale si riconferma il trend del pigiama tailleur come quelli proposti da MSGM (vedi foto). I tutoni da benzinaio ritornano in passerella, abbinati ad accessori super chic per creare look di contrasto e super femminili. (Laura Biagiotti vedi foto). Volume, senza forme e capi oversize...

Credito d’Imposta negli Investimenti pubblicitari

Buone notizie per gli affezionati del marketing cartaceo e vecchio stampo. Contestualmente allo slittamento di gran parte degli investimenti pubblicitari nei canali digitali e soprattutto nei social network (sono la fonte di massima attrazione per le aziende secondo le ultime statistiche nazionali) il Governo premia chi sposa ancora la cara e vecchia inserzione sul quotidiano.Œæ Con läó»art. 4 del Dl 148/2017 infatti, il Legislatore ha anticipato gli effetti del credito däó»imposta spettante a chi effettua investimenti pubblicitari in stampa quotidiana e periodica ed emittenti radiotelevisive locali inizialmente previsto per il 2018. Ma non solo in realtíæ, in quanto í stato poi chiarito su specifica richiesta degli interessati che il beneficio debba essere esteso anche per le pubblicitíæ in quei quotidiani che vengono pubblicati solo on line. Per poter usufruire delläó»agevolazione sopra descritta í necessario perí_ che läó»azienda abbia investito a partire da giugno scorso almeno läó»1% in pií_ delläó»ammontare destinato alla pubblicitíæ del medesimo rango nel 2016. Il credito däó»imposta spetteríæ nella misura del 75% del valore incrementale per imprese e lavoratori autonomi mentre nella misura addirittura del 90% del valore incrementale per micro piccole e medie imprese oltre che naturalmente per le start up innovative. Eäó» necessario quindi confrontare läó»investimento 2016 con quello del 2017, verificare che läó»incremento sia almeno delläó»1% e su tale eventuale incremento applicare le percentuali sopra citate in base alla tipologia di soggetto giuridico in questione. Il credito saríæ utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante il modello F24, previa istanza diretta al dipartimento per läó»Informazione e läó»editoria della presidenza del Consiglio dei ministri. Sulla base di questa nuova opportunitíæ í possibile ridefinire e rimodulare il budget pubblicitario in virtí_ del possibile risparmio per la propria azienda. Per gli anni seguenti verríæ definito un limite massimo di spesa al di sopra del quale non spetteríæ läó»agevolazione. Una buona opportunitíæ da cogliere....

Il Massaggio Aromaterapico ci riporta a Noi!

Inizia un nuovo anno, siamo pronti ad affrontarlo? Se ti senti sfiduciato, lontano dai tuoi sogni, demoralizzato..insomma con una brutta giornata che fa sembrare catastrofica la tua vita la soluzione è ritornare a TE. Darti del tempo per te per fare qualcosa che non fai MAI…prenderti cura del tuo corpo e della tua anima. A parte farsi una bella passeggiata nel bosco, avendolo vicino magari..o la riva di un fiume..sarebbe buono immergersi nella natura e riconnettersi alla madre TERRA tramite un bagno aromatico o un massaggio aromatico se non hai la vasca. Gli oli essenziali esprimono molto bene il loro valore terapeutico tramite il massaggio e per tornare a te questo è un buon modo..massaggiati i piedi che sono stanchi di portarti freneticamente in giro…massaggiati le mani che tutto il giorno non fanno che lavorare a prendere cose e digitare tasti immaginari sul bollente cellulare…massaggia le tue gambe che svalorizzi sempre e invece loro sono pronte tutti i giorni a svolgere le loro funzioni e aiutarti a raggiungere il tuo sogno. Ho selezionato l’olio di sesamo come base per diluire i vostri oli essenziali perché è un ottimo olio vegetale di un colore giallo ambrato e un odore gradevole e  ha un’azione filtrante dei raggi UV-B che risulta la più efficace  tra gli olii vegetali. Ok che adesso è inverno ma sia mai che vi ricordiate questa ricetta la prossima estate! Questo olio di sesamo è una buona base per aggiungerci gli oli essenziali…vuoi tornare a te con un effetto rilassante? Aggiungi a questa boccetta da 100 ml olio essenziale di lavanda ibrida biologico 10 gocce, 10 gocce di olio essenziale di geranio, 4 gocce di olio essenziale di camomilla blu biologica. Agita bene la boccetta in modo che si miscelino bene gli ingredienti e utilizza l’olio tutte le sere su piedi e gambe dopo una bella doccia calda oppure aggiungine un cucchiaio alla vasca dove ti immergerai! È un ottima miscela rilassante e riequilibrante che per la sua composizione di essenze di “cuore” va molto bene per massaggiare anche il chakra cardiaco..il 4°chakra che ci tiene connessi con l’ecosistema, con la...

Una crescita professionale

Oggi vi raccontiamo il rapporto speciale con un’azienda che ha contribuito moltissimo nella nostra crescita professionale. Per chi non ci conoscesse ancora, Pet on the road è un servizio di distribuzione di prodotti e servizi per gli animali domestici direttamente a domicilio. Il nostro punto forte è di sicuro la consulenza e l’assistenza che in modo costante i nostri clienti possono usufruire dal momento che si rivolgono a noi. Collaboriamo con tantissime situazioni cinofile, dagli educatori ai centri cinofili, alle toelettatrici ai dog sitter, veterinari e allevamenti. In questi sette anni di attività abbiamo intrapreso collaborazioni con diversi marchi di cibi e accessori. La prima azienda a credere in noi è stata la Zoodiaco Pet food con il loro prodotto di punta Prolife. Ed è proprio con loro che abbiamo imparato a fare i primi passi in questo mondo del Pet, creando un ottimo rapporto professionale e non solo. La Zoodiaco ha creduto in noi ancora quando eravamo agli albori e ci ha formato e stimolato in modo continuo. I loro investimenti per migliorare i loro prodotti  in questi 7 anni sono stati costanti, e hanno permesso alla nostra clientela di ottenere nelle varie fasce prezzo un’ampia gamma di assoluta qualità. Il made in Italy, il naturale al 100%, l’utilizzo di carne fresca, i nuovi sensitive e grain free hanno posizionato la Prolife e i prodotti Zoodiaco ai vertici del mercato italiano, e noi siamo fieri di avere un po’ contribuito a questa ascesa che è stata reciproca ovviamente. Cogliamo l’occasione di augurare a tutti i nostri clienti e non, un buon inizio di anno nuovo, che per quanto ci riguarda partirà con delle assolute novità come l’apertura della nostra nuova sede a Loreggia.. Vi terremo aggiornati!!...

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