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Maltrattamento… come segnalarlo

COME FARE UNA SEGNALAZIONE DI MALTRATTAMENTO Se assisti ad un maltratt amento denuncia subito il “reato” ai Carabinieri, il tempo è prezioso in queste circostanze e se puoi produci video e foto (atti irripeti bili per la legge). Anche l’assenza di acqua è considerato maltratt amento perché sott opone l’animale ad “inuti le soff erenza” e tutt e le forze dell’ordine hanno l’obbligo di interrompere il reato, quindi non esitare a chiamarle. Se sospetti , ma non ne sei certo, che vi sia un maltratt amento o una detenzione “non idonea” segnalacelo entrando nel nostro portale: htt p://www.guardiezoofi le.info/treviso/ clicca su “FAI UNA SEGNALAZIONE DI MALTRATTAMENTO” compila tutti i campi richiesti e riceverai tempesti vamente una risposta! Puoi chiedere informazioni anche tramite mail al Nucleo Provinciale Guardie Eco-Zoofi le: TREVISO E PROVINCIA - guardietreviso@oipa.org - Coordinatore Costanza Messina, 320 0878805 (15.30/19.30) o il Vice Coordinatore Iris Moneta 380 5932010 (12.40/14.50 o 19.45 in poi). In TUTTI i casi garanti amo l’ANONIMATO. DATE VOCE ALLE VITTIME INNOCENTI DELL’UOMO! E proprio 4 cuccioli ci sono stati segnalati da qualcuno che ad un certo punto non è più riuscito a voltarsi dall’altra parte giusti fi cando una detenzione incompati bile con la vita. Vivevano nella sporcizia, uno di loro è stato sott ratt o in condizioni criti che, gravemente sott opeso, l’associazione ha una lunga lista di esami ai quali dovrà essere sott oposto. Per ora possiamo solo dire che pesa la metà dei fratelli, ha un trauma ad un occhio dovuta ad un colpo, trauma che ha causato un danno permanente che non gli permett e di vedere bene. Fati ca a mangiare e ad alzarsi. Al momento non possiamo pubblicare una sua foto, seguiteci su Facebook (Oipa Treviso) per tutti gli aggiornamenti . Genny Bacchin Delegata Oipa sezione Treviso e provincia treviso@oipa.org...

Allergie e menù, indicazione degli allergeni, nei propri prodotti /piatti

Comunicare in modo corretto permette di assolvere agli obblighi di legge e, contemporaneamente, di attrarre i tanti clienti, ben 8milioni, che soffrono di allergia e stentano a fidarsi di ristoranti, bar, gelaterie o altre attività nel food che non sono chiari al riguardo. I clienti cominciano a giudicare i ristoranti e la varie attività nel food già dal menù, se tali menù, sono chiari, invitanti e completi, portano i clienti a scegliere in modo più oculato e di conseguenza a gradire con maggiore probabilità il piatto ordinato. Un maggior gradimento fidelizza il cliente al ristorante. Per quanto riguarda gli allergeni possiamo dire che, se un ristorante propone una frittura mista di pesce, deve spiegare in maniera dettagliata (nel menù) che la stessa viene fatta con una impanatura all’uovo (allergene) e pane grattugiato che contiene glutine (allergene) e che ci sono sia pesci (allergene) che crostacei (allergene). Cosi dovrebbe essere lo stesso per tutti gli altri piatti. Da qualche anno a questa parte, si sono fatti passi da gigante, tuttavia ci sono tanti ristoratori che indicano in maniera del tutto generica gli allergeni, scritte tipo “in questo locale si servono pietanze che possono contenere sostanze allergiche, chiedere al cameriere. Grazie”, oppure “alcuni piatti possono contenere sostanze allergiche”. Beh diciamo che una comunicazione del genere non è propriamente corretta e da maggio sarà suscettibile a sanzioni da 3.000,00 al 24.000,00 euro. Medesima sanzione spetta a chi non indica affatto gli allergeni Dal 13 dicembre 2014 è entrato in vigore il Regolamento comunitario relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che obbliga l’esercente ad informare il consumatore sulla presenza o meno dei cosiddetti allergeni nei propri prodotti/piatti. Lo scorso 8 febbraio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 231/2017 recante le disposizioni applicative e le sanzioni relative al Reg. UE n. 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti. Il decreto entrerà in vigore il 9 maggio 2018. Molti sono i servizi tecnologici che vengono proposti per adeguarsi a questo Regolamento, che ha come aspetto principale una corretta comunicazione con il cliente, in modo da minimizzare i rischi sulla salute. Considerando la diffusione di smartphone e tablets, e il loro uso...

Il primo sole non si scorda mai

Finalmente è arrivata la primavera! Con le belle giornate sale la tentazione di stendersi a prendere il sole. Le temperature però non sono ancora calde e potremmo rischiare di sottovalutare la quantità di radiazioni UV a cui ci siamo sottoposti, rientrando dal weekend con la pelle arrossata e dolorante (nel migliore dei casi). Nei giorni successivi la pelle si sfoglierà e l’agognata abbronzatura sarà una cocente delusione. Ecco quindi i nostri consigli per un colorito dorato nel rispetto della salute della pelle e della prevenzione del melanoma cutaneo. 1 GIOCA DI ANTICIPO! Inizia da subito con l’assunzione di integratori preparatori al sole. In particolare sono utili il beta carotene che stimola la produzione di melanina in modo che la cellula cutanea ne abbia disponibilità fin dalle prime esposizioni. Molto utile anche l’olio di borraggine che rende la pelle meno secca e gli antiossidanti come vitamina E e il coinzima Q10 che contrastano i radicali liberi prodotti dalle radiazioni. Se tendi a scottarti o sei biondo con occhi chiari puoi abbinare anche hypericum perforatum 15ch (5 granuli mattino e sera a partire da 7/15 giorni prima dell’esposizione). 2 SCEGLI IL GIUSTO FATTORE DI PROTEZIONE! A seconda che tu resti in zona o vada all’estero, che vada al mare o in montagna, in barca o in spiaggia...

I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli

È primavera! Gli alberi fioriscono, i fiori colorano i prati verdi, le giornate si allungano, il clima migliora e forse qualcuno di noi potrebbe risentire di questo passaggio stagionale I repentini mutamenti delle condizioni climatiche, gli sbalzi di temperatura, le allergie spesso queste e molti altri fattori possono incidere sull’aspetto psicologico. Un recente studio ha evidenziato che circa il 70% degli italiani durante la stagione primaverile soffre di alcuni disturbi come irritabilità, insonnia, pianto immotivato, debolezza e ansia. Stiamo parlando di un disturbo riconosciuto dalla comunità scientifica, definito inizialmente come Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), ora classificato invece come disturbo a “pattern stagionale”. Anche se la causa del disturbo affettivo di depressione stagionale non è nota, le ricerche condotte finora suggeriscono che il SAD sia innescato da un disturbo del ciclo della melatonina, che porta ad uno squilibrio del ciclo circadiano. È stato documentato che, quando i livelli di melatonina sono anormali (troppo alti o troppo bassi), possono comparire sintomi collegati a disturbi psichici. Per esempio, studi recenti hanno dimostrato che i livelli di melatonina sono eccessivamente alti in persone con disturbi maniacali (soggetti a cambiamenti estremi del tono dell’umore), mentre sono eccessivamente bassi in coloro che soffrono di depressione. Tali effetti si manifestano nei mesi di febbraio e aprile e coincidono con la variazione della lunghezza della giornata e delle condizioni climatiche. Questi fattori hanno un impatto sui ritmi quotidiani dell’individuo, portando alla necessità di adattarsi ai cambiamenti. La variabilità e l’esigenza di adattarsi ad essa genera stress e aumenta la produzione di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”. Cosa possiamo fare per far fronte agli sbalzi d’umore? Intanto definiamo come sbalzi d’umore come cambiamenti improvvisi e immotivati dell’umore che la persona percepisce come qualcosa “fuori dal proprio controllo”. Sottolineiamo che qualora il cambiamento durasse per pochi giorni non costituisce un disagio tale da richiedere una consulenza psicologica specifica. In questo caso è sufficiente rallentare per un po’ di tempo i propri ritmi, concedendosi per esempio dei momenti di relax. Se invece il disagio dovesse proseguire nel corso delle settimane è bene rivolgersi ad uno specialista per una consulenza psicologica. Attraverso alcuni colloqui può essere...

“Il taglio cesareo: una cicatrice da ringraziare, anche se…”

Spesso nel mondo dell’osteopatia e della medicina naturale ho avvertito posizioni fortemente contrarie al taglio cesareo. Questo punto di vista appare discutibile, nel momento in cui queste discipline non si pongono al servizio della medicina tradizionale, pretendendo di essere “alternative” e al di fuori del mondo accademico. A mio avviso credo si debba invece sottolineare come il taglio cesareo sia una pratica medica che può determinare la vita o la morte di due individui: la madre e il nascituro. Prima di discutere delle conseguenze possibili in ambito clinico delle interferenze delle cicatrici del taglio cesareo a livello della salute della mamma, credo sia fondamentale ribadire che le indicazioni del taglio cesareo, secondo le recenti linee guida del ministero della salute, sono molto precise e volte a tutelare la salute delle mamme e dei bambini: di qui ecco perché occorre ringraziare questo atto medico e coloro che lo eseguono. Ciononostante, per citare la guida “Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole”, la scheda divulgativa ottenuta a partire dalle nuove linee guida del 2011, “Il parto è un evento naturale, ma vi è sempre più la tendenza a trasformarlo in un intervento chirurgico. In molti casi, oggi, specie in Italia, le donne partoriscono con il taglio cesareo senza un reale motivo di salute”. Il Ministero della Salute denuncia il caso del numero eccessivo dei parti cesarei che in Italia costituiscono un record, con l’aggravante che il 43% dei parti cesarei sarebbe ingiustificato e questo comporterebbe un aumento dei rischi per la salute della donna e del neonato. Da un punto di vista meccanico una cicatrice, quando presenta aderenze, puo’ essere pensata a delle graffette metalliche o delle mollette sui nostri vestiti che pinzassero tra loro sia gli abiti che la biancheria sottostante: immaginando di doverci muovere, ci troveremmo dei tiranti che limitano i nostri movimenti. Allo stesso tempo queste “graffette” potrebbero invece pinzare tra loro dei piani di scivolamento dove sia particolarmente significativo lo scorrimento di fluidi corporei (linfa, liquido sieroso peritoneale, ecc..) o dove siano alloggiati dei vasi: in tal modo, oltre al movimento, la cicatrice potrebbe influenzare anche la circolazione sanguigna...

La cellulite ha i giorni contati

Più dell’80% delle donne afferma di avere la CELLULITE. È ormai risaputo che la cellulite è causata da una alterazione della microcircolazione del tessuto adiposo, da ritenzione idrica e da un incremento dell’accumulo di grassi all’interno delle cellule, inoltre la cellulite si lega allo stress ossidativo dei tessuti. Ma è davvero possibile contrastare la cellulite? Occorre tenere ben a mente che la cellulite può essere considerata come una disarmonia che comincia all’interno del nostro organismo prima di manifestarsi all’esterno. Quando cominciamo a vedere la buccia d’arancia significa che l’ambiente interno è già congestionato, è pigro per l’accumularsi di grasso e sostanze tossiche. Come intervenire allora? Il nostro metodo CELLU-TRAP inizia da una diagnosi estetica che valuta la situazione fisica e le abitudini del soggetto per capire le problematiche e costruire un percorso personalizzato. I nostri trattamenti combinati uniscono le proprietà cosmetiche, tecnologiche, manuali e si dividono in 3 fasi. 1 Fase: preparazione super intensiva che serve a creare idratazione profonda, fornire sali minerali e oligoelementi, alzare le difese immunitarie, sblocca i ristagni, potenziando l’effetto di tutti i trattamenti successivi. 2 Fase: intervento posturale che cerca di riequilibrare le zone del corpo compromesse da una postura forzata quotidiana come stare sempre in piedi, stare seduti davanti a un computer, stare sempre in auto ecc. 3 Fase: attacco al problema specifico. Il corpo è pronto per essere trattato a livello localizzato,cioè, dove ha il problema. Questo avviene tramite l’uso di trattamenti manuali e cosmetici localizzati, macchinari specifici come LPG, RADIOFREQUENZA, ULTRASUONI. Le tre fasi del metodo unite a una corretta alimentazione e un minimo esercizio fisico, l’uso di prodotti domiciliari cosmetici mirati ed eventuali integratori fa si che i tessuti profondi si reidratino, sblocchino i liquidi stagnanti, si sfiammi il tessuto congestionato e infiltrato di scorie e noduli, migliora il microcircolo sanguigno, il tessuto è più tonico e compatto. ORA PUOI SCEGLIERE ! Puoi continuare a fare quello che hai sempre fatto oppure se vuoi davvero dire basta alla cellulite affidati al nostro sistema e ti aiuteremo a raggiungere il tuo OBIETTIVO. NO TRATTAMENTI INVASIVI • NO DIETE DRASTICHE • NO TRATTAMENTI STANDARD CON CELLU-TRAP LA CELULITE HA I GIORNI CONTATI! Prenota la tua consulenza gratuita...

Vino: naturale, bio biodinamico, libero

Un vino ideale, come quello di una volta, quello del contadino, quello puro senza contaminazioni, quante volte sento queste affermazioni che mi lasciano a bocca aperta per la confusione che regna spesso tra i consumatori. Il vino naturale nell’immaginario collettivo porta ad immagini bucoliche del contadino che pigia i grappoli con i piedi , che mette il mosto in botte, fa travasi ad ogni luna, crescente se vuole bollicine o calante se lo vuole fermo, infine lo imbottiglia nei bottiglioni e lo vende a poco prezzo perché fatto in casa. Cercherò di fare un po’ di chiarezza. Con il termine ‘vino naturale’si fa riferimento ad una certa categoria di vini che, oltre all’adozione delle tecniche dell’agricoltura biologica, non presentano nessuna sostanza addizionata al mosto; dunque nessun correttore di acidità, anidride solforosa o coadiuvanti vari. I vini naturali comunque non obbediscono ad alcuna normativa è spesso i solfiti vengono comunque aggiunti per prevenire ossidazioni o deviazioni batteriche. Quando si parla di vino biologico si fa riferimento alla riduzione degli interventi della chimica sia in vigneto che in cantina, alla certificazione del prodotto e alle tecniche di lavorazione secondo il regolamento europeo. Il vino biologico si presenta ai consumatori con un marchio di qualità universalmente identificabile che consiste nella soppressione delle sostanze chimiche e la limitazione dei solfiti, nonché la riduzione delle risorse idriche utilizzate e la scelta di norme di coltura biologiche che prevengano gli attacchi parassitari in maniera naturale. In sostanza, i vini biologici cercano di conciliare la salvaguardia dell’ambiente con la genuinità dei cibi che consumiamo. La quantità di solfiti secondo la normativa vigente per i vini biologici non deve superare i 100 mg/l per i rossi ed i 150 mg/l per i bianchi e rosé, (circa 50 mg/l in meno dei vini convenzionali). Fanno eccezione solo i vini dei Paesi del centro e del nord d’Europa, più zuccherini, che arrivano ad un limite di 120 mg/l per i rossi e di 170 mg/l per i bianchi. La differenza tra il vino biologico (che è tale perché certificato secondo il Regolamento Europeo del 2012) e il vino libero (definizione introdotta recentemente da...

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