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Babbo Natale tutto l’anno

Babbo Natale, come si sa, arriva dalla Lapponia. Ma può parlare con uno spiccato accento veneto. Soprattutto se, invece della fredda regione della Finlandia settentrionale, il suo “campo base” si trova a Sacro Cuore di Romano d’Ezzelino.  È il caso del Babbo Natale che in questo periodo, nei fine settimana, incontra i bambini nella sua casetta di legno allestita in piazza in occasione del Mercatino di Natale di Bassano del Grappa. È davvero un bel babbonatalone con tutte le caratteristiche del suo importante ruolo: corpulento, simpatico, affettuoso e sorridente. E il suo messaggio non si rivolge solo ai più piccoli, ma anche al cuore degli adulti: “Bisogna credere a Babbo Natale, questo porta gioia”. E il bello è che per entrare nel personaggio non deve nemmeno mettersi un parrucca o una barba finta: la lunga barba bianca portata già da vent’anni e i capelli e le ciglia candide sono infatti originali. Quello che si dice avere il perfetto “physique du rôle”.  Dentro il vestito rosso si celano (ma neanche tanto) le sembianze di Angelo Tessarolo, pensionato di Sacro Cuore di Romano, che ama vestire di rosso anche nella vita di tutti i giorni. Per lavoro ha girato il mondo, ha vissuto in Libia fino al colpo di stato di Gheddafi e in Germania Est fino alla caduta del Muro di Berlino. Poi ha girato l’Italia, con il suo camioncino di venditore ambulante nei mercatini. Ha incontrato tanta gente e ha visto nei loro occhi la gioia e il dolore, la bontà e la cattiveria, l’allegria e la solitudine. E ha deciso che una volta andato in pensione si sarebbe dedicato agli altri. Scegliere in che modo farlo non è stato difficile. Da sempre il buon Angelo, in occasione delle festività natalizie, si era travestito da Babbo Natale per rallegrare figli e nipoti. Ma poi, negli altri giorni dell’anno, tutti continuavano a sottolineargli la sua incredibile somiglianza con Santa Claus. Finché la figura dell’amorevole vecchietto che porta i regali sotto l’albero non è entrata nella sua anima e ha deciso di diventare “Babbo Natale tutto l’anno”.  E così, assieme ad altri...

nov-17

Manca ancora un po’ all’arrivo dell’inverno, che quest’anno inizierà ufficialmente il 21 dicembre. Ma il clima, ormai, volge alla stagione fredda. Come è giusto che sia, nel pieno dell’autunno. Ci si mette anche il ritorno dell’ora solare, a partire dal 29 ottobre, ed ecco che il buio arriva molto presto. Ce n’è quanto basta per metterci addosso un po’ di tristezza. Un sentimento fatto di nebbia, di pioggia e di giornate sempre più corte. Ma si tratta solo di sensazioni. Che sono influenzate dal grigiore atmosferico, tipico di questo periodo dell’anno. L’importante è che le previsioni meteo nella nostra testa e nel nostro cuore siano sempre improntate al bel tempo. La positività non dipende dalla stagione, ma dal calendario della nostra energia. Cerchiamo di guardare sempre il lato buono delle cose: fa bene a noi stessi e fa bene a tutti. Anche in questo malinconico momento autunnale. Sarà forse un caso che la natura faccia esplodere proprio adesso i suoi colori più belli? ...

LOVETTO 100% VEGETALE dell’energia e del buonumore

Dal felice incontro tra il gruppo Biohaus ed il team del ristorante Papilla è nato Lovetto, un prodotto interamente vegetale frutto della curiosità e della passione degli Chef Gianluca Ronchi e Francesca Hunt. Noi veneti siamo gente laboriosa e l’orgoglio di questa rivendicazione ci riempie di felicità. In Veneto e più precisamente nella cucina del ristorante Papilla di Cittadella è nato Lovetto. I prodotti utilizzati sono interamente naturali, semplici e numericamente limitati. L’acqua è il principale elemento proprio come il corpo umano. Patata, frutta secca e curcuma sono gli altri alimenti decisivi per la sua realizzazione Molti ci chiedono perché abbiamo creato un surrogato dell’uovo di gallina o tentiamo di imitare i piatti degli onnivori, ma la realtà spesso è diversa da come la immaginiamo. Nella cucina del Papilla ci divertiamo a creare nuovi gusti e sapori e solo quest’anno, abbiamo realizzato oltre 100 innovative ricette con nomi che prendono ispirazione dalla musica, dalla letteratura, dalla poesia e dal salutismo, “ I cavalli di bladder town ” “ Le lavandelle ” “ Live in tokyo ” sono tra le preparazioni servite al ristorante. L’aspetto ironico di tutto ciò è che quando al Papilla mettiamo in menù “La Karbonara”, “il burger” o “Lovetto” tutti lo ordinano mentre la “l’ovale di acqua con patate” non incuriosisce nessuno. E’ un’idea nata per gioco, nel periodo in cui ci serviva qualcosa di invitante da abbinare agli asparagi ma l’entusiasmo e i feedback di chi l’ha provato ci ha stimolato a proseguire e a migliorarlo sempre di più. Abbiamo cercato di aiutare le persone ad avvicinarsi più facilmente al nostro stile di vita. Conosciamo fin troppo bene le difficoltà di chi vorrebbe rinunciare a carni e derivati, migliorando la propria alimentazione. Viviamo in una società dove la vita di tutti i giorni è frenetica e risulta sempre più difficile trovare il tempo per la preparazione del cibo. La chef del ristorante Papilla Francesca Hunt è la principale autrice di tutte le ricette del Papilla compreso Lovetto vegetale. Gianluca Ronchi si occupa della parte funzionale mentre Victoria Zgirvaci e Davide Villanova sono i raffinati esecutori. Saremo presenti con Lovetto al Vegan Days di Padova, tutti i curiosi sono...

Detrazione 50% per acquisto di immobili interamente ristrutturati dalle imprese

La detrazione IRPEF del 36-50% spetta anche in caso di acquisto o assegnazione di abitazioni (e relative pertinenze) che si trovano in fabbricati interamente recuperati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, tramite interventi classificati come restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. La detrazione 50% entro l’importo massimo di 96.000 Euro per ciascuna unità immobiliare, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, spetta nel caso in cui per l’acquisto dell’immobile siano state sostenute le spese nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017. L’importo sul quale l’acquirente o assegnatario delle unità immobiliari conteggia la detrazione 50% è pari al 25% del corrispettivo, comprensivo di IVA. L’agevolazione “spetta al successivo” (sono legittimati, quindi, a fruire del bonus fiscale i soggetti IRPEF quali il proprietario, il nudo proprietario ed i titolari di diritti reali di godimento sull’immobile). La detrazione spetta a condizione che la vendita o l’assegnazione dell’immobile sia effettuata entro 18 mesi dal termine dei lavori: - a ciascun acquirente in relazione al proprio acquisto, indipendentemente dalla cessione delle altre unità immobiliari di cui si compone il fabbricato oggetto dei lavori; - nel caso l’intervento di restauro o risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia abbia riguardato l’intero edificio nel quale è sita l’unità immobiliare ceduta o assegnata; - purché l’unità immobiliare sia ceduta dall’impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che ha eseguito gli interventi. La circ. Agenzia delle Entrate 7/2017 ha chiarito che se il rogito è stato stipulato prima della fine dei lavori riguardanti l’intero fabbricato, la detrazione spetta a partire dall’anno d’imposta in cui i lavori sono ultimati come risultante dall’apposita comunicazione al Comune. Senza comunicazione al Comune di fine lavori non sarà quindi possibile beneficiare della detrazione....

MAL DI SCHIENA, DOLORI ARTICOLARI? E’ TEMPO DI UNA RISOLUZIONE DEFINITIVA

Il mal di schiena è una delle patologie più diffuse, in Italia ne soffre 1 persona su 4. Le percentuali crescono con l’avanzare dell’età, infatti l’80% della popolazione soffre di questo problema almeno una volta nella vita. La fascia di età più interessata è quella dai 30 ai 45 anni. Perchè una così grande fetta di popolazione è affetta da questo problema? Le cause sono raggruppabili in 2 grandi gruppi: - eventi traumatici che non possono purtroppo essere previsti; - problemi posturali che causano un sovraccarico alla colonna, causando disagi nella quotidianità come ad esempio: sollevare carichi a lavoro o stare seduti in ufficio per molte ore, senza svolgere poi un lavoro di rigenerazione quotidiana. La scienza fa continue scoperte, ma osservando l’apparato motorio umano, ci si accorge che la natura ha già progettato tutto; infatti essa è in grado di guarire le patologie legate all’apparato motorio se l’uomo ne rispetta le regole e, non si lascia influenzare da fattori esterni negativi quali posizioni viziate e carichi alzati in maniera sbagliata. Il nostro obiettivo, pertanto, è quello di rieducare ad una corretta postura ed effettuare un lavoro preventivo al fine di evitare l’insorgenza di futuri problemi. Come facciamo ad essere un centro all’avanguardia per la prevenzione e cura delle patologie di colonna vertebrale e problemi articolari? Il nostro poliambulatorio è composto da un team di medici e terapisti con un’unica mission: cercare di portare il paziente al movimento e al benessere il prima possibile, riducendo al minimo i costosi trattamenti fisioterapici antalgici. Il nostro compito è cercare di risolvere il problema dalla radice. Il metodo che utilizziamo in Polimedica Fisiohome per la risoluzione di queste problematiche si chiama SMSYSTEM e, prevede la riattivazione della postura eseguendo degli esercizi in posizione eretta dato che, essendo la forza di gravità la principale nemica della nostra postura, svolgere esercizi sdraiati sul pavimento risulterebbe pressochè inutile. Il segreto del benessere della colonna è quindi ALLUNGARE la muscolatura verso l’alto, rinforzando i muscoli posturali. Per fare questo dobbiamo Stabilizzare e Mobilizzare la nostra colonna e tutte le articolazioni del corpo, svolgendo uno stretching attivo e togliendo gradualmente la compressione che affligge i dischi...

Materiali e sistemi costruttivi

La questione ambientale è divenuta negli ultimi anni sempre più presente all’interno dei nostri discorsi e sempre più oggetto di attenzione anche nel settore dell’architettura, che negli ultimi anni ha visto una continua innovazione nelle tecniche costruttive e nella scelta dei materiali. Ogni materiale da costruzione ha delle caratteristiche uniche che determinano il modo di progettare il fabbricato e ognuno risponde in maniera diversa rispetto al clima del luogo in cui si andrà a costruire. Ma detto ciò, quali sono i materiali oggi in uso? Siamo sicuri che alcuni vi sorprenderanno! MATTONI: il laterizio è uno dei materiali maggiormente utilizzati, associato sempre a telai di calcestruzzo armato. La costruzione in mattoni è la tecnica più usata ma anche la più costosa a causa del costo del materiale e della manodopera. LEGNO: il legno è un materiale da costruzione che si sta integrando anche nelle nostre zone, è un materiale sano e resistente, da sempre utilizzato in edilizia. E’ in gran parte riciclabile e offre ottime caratteristiche termo acustiche. Un edificio in legno ha tempi di realizzazione estremamente ridotti rispetto ad un edificio in laterizio. CEMENTO ARMATO: negli ultimi anni, sono aumentate le abitazioni residenziali costruite in cemento armato, realizzate grazie all’utilizzo di casseri già isolati. E’ una tecnica di costruzione veloce e ad alta resistenza sismica. ACCIAIO: un metodo costruttivo che fatica a decollare ma che a nostro parere può avere diversi vantaggi quali brevi tempi di realizzazione, costi ridotti, durevolezza nel tempo e costruzione industrializzata. Inoltre, essendo edifici che sfruttano la tecnica di costruzione a secco, con i dovuti accorgimenti tecnico costruttivi, è possibile raggiungere elevate prestazioni di isolamento termo acustico ed elevata resistenza sisimica. CONTAINER: sebbene nel territorio italiano siano poco conosciute, le abitazioni in container sono realtà parecchio diffuse in altri paesi, come per esempio nel mondo anglosassone. Sono costruzioni resistenti e facili da reperire, possono essere accostati o sovrapposti per creare particolari giochi architettonici. Presentano comunque forti limiti per quanto riguarda l’isolamento termico. PAGLIA: realizzare una casa in paglia assomiglia un po’ al gioco del Lego in quanto si tratta di impilare su fondamenta in cemento i mattoncini realizzati con...

Fare spazio per il nostro ben-essere Vuoto esistenziale e vuoto potenziale

D’autunno cadono le foglie e i pensieri si trasformano in lacrime o stati umorali vicini al compiangere dell’estate.. solo un passaggio. Accoglietelo e saprà aiutarvi e a trasformarvi..   Se le foglie rimanessero attaccate ai rami, per poter sopravvivere, toglierebbero energia e acqua all’intera pianta che, durante l’inverno, è vitale per la sopravvivenza dell’albero. Così come l’albero attraversa una metamorfosi spesso anche il nostro umore sembra risentire di questo passaggio. Oggi vogliamo parlarvi di quello che abbiamo voluto chiamare “vuoto potenziale”. Con questo termine abbiamo definito quello stato di apparente vuoto che risulta essere necessario all’instaurarsi di un cambiamento. Noi spesso non ci accorgiamo che ogni fase che attraversiamo porta con sè questa enorme opportunità e di fatto ci troviamo il più delle volte a notare solo gli aspetti di perdita di senso e smarrimento. Questo articolo vuole proporre invece un modo diverso con cui affrontare non solo l’autunno ma anche tutte le condizioni di passaggio in cui spesso ci possiamo trovare a sperimentare alcuni stati d’animo quali senso di vuoto, smarrimento o comunque di stasi, perchè partiamo da un assunto fondamentale: non si può sempre vivere uno stato gioioso ma i momenti di tristezza sono fisiologici alla nostra natura. Quando ci sentiamo sopraffatti da paura, senso di inadeguatezza o solitudine è bene ricordare innanzitutto che questo è uno stato transitorio e non definitivo. Le emozioni che stiamo vivendo sono in sintonia con ciò che ci circonda non per sopraffarci ma per accompagnarci in un’altra dimensione, più intima, dove concedersi dei momenti di introspezione. Date spazio al pensiero, coccolandovi e lasciandovi accompagnare da un buon libro o un buon film.  Fondamentale riscoprire il benessere di stare in contatto con sè stessi e creare da sè delle situazioni confortevoli. La natura si ritira per cercare al suo interno le risorse per la rinascita. E oltre a tutto questo: coltivate le relazioni nutritive: quelle di confronto, benessere e affetto autentico. Il vostro cuore ne sarà scaldato.                                  Buon autunno...

CI SONO I TRAIL, GLI ULTRA TRAIL… e POI C’ IL TOR!!!

Il mondo del Trail Running per me qualche anno fa è stata una scoperta.  Ho cominciato a corricchiare chiedendomi come fosse possibile che delle persone riuscissero a fare la maratona, 42 km e 195 m, a ritmi che nemmeno in bicicletta sarei riuscito, eh, senza accorgermene mi sono trovato a farne 50 km, con magari 2000 o 3000 m di dislivello positivo, in montagna. Pazzesco, non sapevo nemmeno che esistesse uno sport che si chiama “trail running”. Ho davvero scoperto un mondo totalmente nuovo; uno sport strano, faticoso come pochi al mondo, per il quale devi dedicarci parecchio del tuo tempo libero…ma uno sport fantastico in cui hai l’opportunità di conoscere gente come te, letteralmente folgorata da questa attitudine di correre in posti unici, impervi, immacolati, posti in cui l’uomo ci può passare solo con le proprie gambe, senza altri mezzi di supporto e dove l’unica padrona è ancora la Natura. Gente che ha fatto della montagna la propria “religione”, il proprio “credo”, e che continua a cercare sempre nuove avventure, nuove sfide contro se stesso, e nella maggior parte dei casi sempre più impegnative, quasi come fosse una dipendenza. È proprio quando ti trovi dentro a questo “mondo” del trail running che cominci a scoprire tutte le gare e le corse che ci sono in giro per l’Italia, l’Europa…il mondo; e scopri anche che le gare non si fermano ai 50 infiniti km che ti sembravano già l’incommensurabile a livello di sforzo fisico, ma ci sono anche le gare da 70, 80, 120…160 km. Ecco, qui cominciamo ad entrare in una sezione della corsa in montagna ancora più d’elite, l’ULTRA TRAIL RUNNING, robe da uomini veri!!! Dopo qualche primo “diploma” da ultra trail runner cominci a sentir parlare di cose ancora più inaudite e “spaziali”, una su tutte: il TOR! Il suo nome completo è “Tor de Geants”. Capisci che questa roba qua non è una gara, ma il sogno di chiunque corra in montagna. Un’impresa, un’avventura, una sfida. Una competizione per i top runner, un sogno per chi punta solo a sopravvivere, a chiudere nelle 150 ore di tempo massimo i 339...

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